Come possiamo definire l’Aikido?
Il termine
proviene dal giapponese AI=armonia; KI=energia universale, spirito; DO=via; cioè la via di armonizzarsi con l’Energia Universale, con lo
Spirito.
Parlando di Iwama Ryu si intende non uno stile di Aikido, ma
l’Aikido tradizionale di O-Sensei Ueshiba che lui insegnava nel dojo di
Iwama tramandato a noi da Saito Sensei.
L’Aikido è l’arte marziale creata da Morihei Ueshiba O-Sensei, a partire dalla sua
profonda conoscenza del Daito Ryu Ju-jutsu, integrata ed arricchita di
esperienze in altri budo tradizionali giapponesi.
L’Aikido negli ultimi
anni si è conquistato una grande visibilità, non solo in Giappone,
grazie anche alla filmografia che ha esaltato la spettacolarità delle
sue tecniche in alcuni film americani.
Un esempio su tutti viene proposto dalla cinematografia di Steven Seagal
che ha reso celeberrima la spettacolarità delle tecniche applicative di
questa arte marziale.
A differenza dalle altri arti marziali, l’Aikido è unico per il fatto
che è un’arte di difesa.
Non prevede l’attacco dimostrando in ciò i suoi principi filosofici ed
etici.
Ed è proprio la dimensione etica e di sviluppo spirituale che imbeve gli
aspetti che lo caratterizzano, sia nel dojo che al di fuori di esso.
Nella filosofia del fondatore, O-Sensei Morihei Ueshiba ,
l’Aikido è il mezzo per unire l’umanità in un’unica grande famiglia.
Pur tuttavia l’Aikido propone un forte aspetto marziale.
Le tecniche sono eseguite con convinzione, ma senza interiore violenza.
Ma l’Aikido prevede tecniche capaci di causare seri danni al corpo, sino
alla morte di chi subisce.
E’ dunque importante attenersi al principio di non violenza, così come
voleva il suo fondatore.